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Vincenzo Vecchi: “Sono uscito di prigione, ma non sono libero”.

Da Lundì.am, #220, del 9 dicembre 2019.Traduzione dott.nessuno.

«Ho manifestato con mezzi che consideravo legittimi e sono fuggito dalla condanna perché la sapevo ingiusta.» Vincenzo Vecchi.

Dopo tre mesi di detenzione in Francia, Vincenzo Vecchi, residente a Rochefort-en-Terre*, sotto la minaccia di una pena detentiva di dodici anni in Italia per la sua partecipazione alla manifestazione contro il G8 a Genova, è stato rilasciato il 15 novembre. Vincenzo Vecchi è stato colpito da due mandati d’arresto europei che sono stati dichiarati inapplicabili dalla Corte d’appello di Rennes.

Da una parte, il mandato d’arresto europeo per una condanna a Milano per la partecipazione di Vincenzo a una manifestazione antifascista vietata (mentre quella fascista era stata autorizzata), viene considerato irrilevante dalla Corte d’appello di Rennes, poichè l’esecuzione della sentenza è stata dichiarata estinta il 25 marzo 2010 dai giudici di Milano.

D’altra parte, per la condanna per la manifestazione contro il G8 di Genova, i giudici francesi ritengono basilare l’inesistenza di prove che la richiesta dell’avvocato di Vincenzo Vecchi sia stata trasmessa all’Italia. Poiché i requisiti del codice di procedura penale francese non sono stati rispettati, la Corte ha ritenuto irregolare la procedura di esecuzione del mandato d’arresto europeo e ha ordinato la liberazione immediata di Vincenzo.

Cercando di evitare un contenzioso con i tribunali italiani, è stato a causa di un’irregolarità della procedura italiana in Francia che i giudici della Corte d’appello di Rennes hanno rifiutato di applicare il mandato emesso dall’Italia. Infatti la Corte d’Appello di Rennes non si è pronunciata nel merito della causa. La riesumazione di una legge fascista che considera “la devastazione ed il saccheggio” una responsabilità collettiva il semplice fatto di essere presente sul luogo del reato, senza prove della sua partecipazione, che consente di condannare una persona a più di dieci anni di carcere ed il tentativo di manipolazione dello Stato italiano che ha emesso un mandato di arresto per una condanna già scontata, sono stati completamente ignorati nelle sentenze di Rennes.

Infatti immediatamente e senza alcuna sorpresa da parte nostra, le istituzioni francesi preposte hanno deciso di appellarsi alla Corte di Cassazione per l’esecuzione del mandato d’arresto europeo contro Vincenzo Vecchi. Ora la Corte di Cassazione deve pronunciarsi entro quaranta giorni. Pertanto la mobilitazione del comitato di sostegno per Vincenzo continua.

In un incontro pubblico tenutosi lunedì 2 dicembre a Rochefort-en-terre, Vincenzo Vecchi ha riassunto la così la sua situazione: “Sono uscito, ma non sono libero”. Infatti, anche se le sentenze della Corte d’appello di Rennes fossero confermate dalla Corte di Cassazione, non sappiamo cosa accadrebbe se l’Italia emettesse un nuovo mandato d’arresto. Inoltre, come ha deplorato il romanziere Eric Vuillard il 15 novembre, il mandato d’arresto è stato respinto solo in Francia e Vincenzo Vecchi potrebbe quindi essere arrestato in tutti gli altri paesi dell’Unione europea.

La lotta per sostenere Vincenzo Vecchi non è quindi finita. Anche perchè Vincenzo Vecchi è l’unico dei dieci detenuti genovesi a non essere stato arrestato e questo sembra farne un caso emblematico per lo Stato italiano.

Il comitato di sostegno per Vincenzo ha sottolineato: « … si imbastisce una teoria del capro espiatorio che, dato in pasto all’opinione pubblica, promuovere una coesione di popolo. Con il pretesto di un’identità patriottarda, oramai deteriorata dai movimenti sociali, (l’Italia) usa strumenti europei per un “rinnovamento” nazionalista. »

Dopo il momento di gioia che ha, giustamente. seguito la liberazione di Vincenzo, la mobilitazione continua. Pur accogliendo con favore una “grande dimostrazione di indipendenza della giustizia” nella liberazione di Vincenzo, i suoi avvocati riconoscono che è stata anche la mobilitazione dei cittadini che ha impedito la consegna del detenuto in Italia. Per questo la lotta da Rochefort-en-terre e altrove deve continuare fino alla vittoria finale.

* Rochefort-en-Terre è un comune francese del dipartimento del Morbihan nella regione della  Bretagna (ndt).