Sul CSPT. Fondamentali per non lottare per il sistema dei partiti e della rappresentanza

corrotti

dott. nessuno

Uno. Sono finanziarizzazioni non liberalizzazioni

Usare il termine liberalizzazione è sbagliato. Lo usano i padroni e i loro servi per accamuffare la verità. Il termine vero e reale che esprime il dispositivo massacrante che passa per “liberalizzazione” è finanziarizzazione.

Sono vent’anni che i politici parlano di liberalizzazione ma creano finanziarizzazione.

Chiunque esca per un momento dal polverone sollevato da questo termine e dalle chiacchiere ideologiche che si fanno intorno ad esso scopre la verità. Capisce che non c’è stata nessuna liberalizzazione. Elettricità, telefonia, comunicazioni ed altro non sono state “liberate” e poste sul “libero mercato” ma semplicemente tolti al pubblico e regalati a potenti trust finanziari.

Mai nessun operaio, nessun artigiano, nessun sapiente, nessun tecnico, nessun scienziato, mai nessuno del corpo vivo delle moltitudini in possesso di sapienza, di conoscenza, di capacità di lavoro vivo o di lavoro immateriale o di qualunque altra arte produttiva ha goduto delle cosidette liberalizzazioni. In verità i politici dietro discorsi ideologici liberali e neoliberisti hanno preparato un lauto banchetto per le grosse organizzazioni finanziarie.

Questa cosa risulterà chiara, limpida ed evidente se solo si guarda a chi ha occupato lo spazio aperto dalle cosidette “liberalizzazioni” in tutti i settori, invece di farsi sciumunire dai discorsi ideologici che coprono queste operazioni. Su questo non occorre fare alcun esempio perchè non ci sono state eccezioni.

“Chiamare le cose con il loro nome è un gesto rivoluzionario.” diceva Rosa Luxemburg tempo fa. Oggi con la società dello spettacolo dominante chiamare le cose col proprio nome è il primo dei gesti rivoluzionari. E non facciamoci sfuggire che Luxemburg dice che dare il nome esatto alle cose è un gesto, un’azione, un’agire materiale e non semplicemente un’operazione linguistica.

segue.

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