San Matteo ed il sangue di Roberto Collina

Settembre 2010.

dott. nessuno

 

Ci risiamo? Speriamo di non essere costretti di nuovo a Salerno a rivendicare ancora “Verità e giustizia” per un altro morto.
Un’altro morto come Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi, Giuseppe Uva? 

Questa volta si tratta di Roberto Collina, geometra ed artista, quarantenne di Pastena, quartiere est della città di Salerno.

Mentre nel cielo delle illusioni si erano da poco spenti le luci dei fuochi d’artificio per la festa di San Matteo, patron della città, Roberto cadeva sulla dura e reale terra di Largo Campo, vicino alla fontana del Vanvitelli, storico fulcro della movida salernitana, battendo la testa in seguito ad una colluttazione con due agenti della polizia in borghese e fuori servizio. Uno che presta servizio a Napoli ed un altro che lavora in Toscana.

Roberto moriva sul selciato.

I giornali raccontano che Roberto era in chiaro stato di ebbrezza ed avrebbe infastidito i familiari di uno dei due agenti. Questo sarebbe stato il motivo dell’origine del tentativo di bloccarlo e della colluttazione. Al macabro spettacolo hanno assistito decine di testimoni.

Sono intervenuti un’ambulanza ed una squadra della sezione volanti. Il corpo è rimasto a terra per quasi quattro ore fino all’arrivo del magistrato che ha aperto un’inchiesta. E’ stata avvertita anche la mamma di Roberto che, arrivata sul posto, vicino al corpo del figlio, è scoppiato in lacrime e sorretta da amici e parenti, ha gridato più di una volta, “Me l’hanno ucciso, Me l’hanno ucciso”.

Logica pretenderebbe che con un ubriaco dei professionisti evitassero colluttazioni e contatti. E che il “dare fastidio”, sempre per dei professionisti, non implicasse interventi ravvicinati ma allontanamento.

Allo stato è presto per dare giudizi e non sappiamo niente di più di quello che dicono i giornali e le impressioni della gente presente.

A molti, però, non è piaciuto il comunicato della questura di Salerno da cui, sembra, trasparire più che una descrizione dei fatti, la preoccupazione di conclamare a chiare lettere il ligio e ortodosso comportamento dei due poliziotti.

Sul corpo di Roberto sono state disposti un esame autoptico, per verificare la presenza o meno di sostanze stupefacenti o alteranti e per stabilirne la causa della morte.

Roberto Collina è morto durante i festeggiamenti di San Matteo che si dice sia un santo con due facce. Speriamo che nessuno in questa triste faccenda ne voglia oscurare una. Come succede sempre più spesso in Italia. Da qualche tempo.

Speriamo di non dover allungare la lista degli Stefano Cucchi, dei Federico Aldrovandi, dei Giuseppe Uva.

Rosario Brancaccio Immanent in Salerno, il 22 settembre 2010, con angoscia e rabbia.

P.S. di aggiornamento.

Purtroppo la speranza espressa nel 2010 è stata vana.

Non solo l’inchiesta sulla morte di Roberto è stata archiviata più velocemente di un banale incidente stradale e la sua morte rimossa e cancellata, ma quasi un anno dopo Roberto, una altra vita, sempre nel salernitano, è stata troncata dalla violenza o avventatezza di un carabiniere.

Stiamo parlando di Massimo Casalnuovo di Buonabitacolo.

Per Massimo, però, qualche migliaia di amici e compagni, guidati dal coraggio e dalla determinatezza della sua famiglia, si battono, giorno dopo giorno, per rivendicare ‘Giustizia e verità’.

Per chi è interessato alla vicenda ed al destino di Massimo, può visitare un gruppo su fb che ha la denominazione di ‘Giustizia e verità per Massimo’.

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Un commento su “San Matteo ed il sangue di Roberto Collina

  1. immanent il said:

    Ripostiamo una testimonianza dell’epoca:
    Francesca Di Leo, 20.09.2012.·
    Io c ero e mi ricordo perfettamente la sensazione raggelante di vedere un uomo impotente morire per colpa di uno stronzo.
    Meno male che dovrebbero proteggerci….questa BRAVA GENTE riesce a far diventare un delinquente un ragazzo per una canna e poi predica la violenza come stile di vita!

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