Roberto Collina. Lacrime su volti invisibili


dott. nessuno

Ripubblichiamo un articolo di riflessione su Roberto Collina, scritto ad un mese dalla sua morte. Gli anni passati non hanno cancellato il senso di amarezza e la verità che lo sottendono. Per Roberto si sono bagnate di lacrime solo l’altra faccia di San Matteo e l’altra faccia di Salerno, quella non catturata dai dispositivi di potere. Entrambe invisibili.  


Ad un mese dalla morte di Roberto Collina tutto tace. E non è che succeda ogni giorno che qualcuno muoia, nel modo di Roberto, in una piazza gremita di gente, sotto un cielo illuminato a festa per il patrono di Salerno, San Matteo.

Al momento del fatto esprimemmo la speranza di non essere costretti a rivendicare ancora “verità e giustizia” per un altro morto, come è successo in troppi casi in Italia.

Con eccellenti eccezioni i media locali e nazionali non si sono occupati della morte di Roberto, ma della sua vita, dando in pasto all’opinione pubblica i suoi particolari. Spesso con taglio scabroso e violando la sua privacy. Eppure, nascosta sotto i pruriti provinciali di questo tipo di informazione, che espone le disgrazie e la morte, per esorcizzare, solo per un attimo, le disgrazie e le mortificazioni dei loro lettori, c’è la verità.Roberto era uno dei tantissimi quarantenni meridionali. Geometra per studio, disoccupato per forza ed artista per vocazione. Ed era un bravo artista. Una decina di persone, che apprezzano le sue opere ed i suoi interventi artistici, hanno richiesto il nostro manifesto di lutto. E lo hanno conservato e/o esposto nei loro studi, nei loro locali commerciali o di ristoro o nelle loro case. E, questo è merito della vita e dell’arte di Roberto, non nostro che non siamo Mediaset che raggiunge e sciumunisce, milioni di persone.

La vita di Roberto per molti valeva. Per questo siamo perplessi.

Allo stato sappiamo tutto e di più sulla vita della vittima e poco o niente sulla vicenda della sua morte. Sappiamo che due poliziotti in borghese e fuori servizio, uno che ha lavorato a Napoli ed oggi lavora a Battipaglia e l’altro che lavora in Toscana, sono implicati nella morte di Roberto. E che il primo è indagato per omicidio preterintenzionale.Sappiamo ancora che dall’esame necroscopico del corpo non sono emerse lesioni interne tali da spiegare la morte. Roberto è morto per sopravvenuto infarto. Ma l’ipotesi che questo infarto sia stato causato da un’insufficienza respiratoria è stata vagliata? E la reazione di decine di persone, documentata dal video di Gunpania, che gridavano vergogna, come si giustifica? Ed è possibile che nel giorno di San Matteo, attorno alla fontana del Vanvitelli, dove stanziavano centinaia di persone, nessuno abbia visto niente? E come mai una famiglia con un figlio morto non incarica subito un avvocato a seguire il procedimento giudiziario?

‘A pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina.’ si dice. Dobbiamo condividere quest’affermazione?

E’ possibile che qualcuno faccia pressione per cancellare questa vicenda? Poichè ha interesse a diffondere e conservare una immagine idilliaca della città di Salerno, spacciata in Italia e nel mondo come paradiso terreste, senza nessuna contraddizione sociale o altri mali. Immagine che fa comodo ai politici ed ai loro potenti amici di destra e di sinistra?

E’ possibile che qualcuno che su questa immagine ha costruito e costruisce la propria icona di onnipotenza, di efficienza, di sicurezza e di ordine abbia lavorato per cancellare ed ignorare il sangue versato?

E’ possibile che più di un potente voglia nascondere che anche nel salernitano un sindaco (Angelo Vassallo di Pollica), venga assassinato, che qualcuno altro muoia stranamente, che alcuni siano senza casa, che parecchi facciano fatica a mettere insieme il pranzo e la cena, che altri non dormano la notte assillati dal pensiero di non poter più mandare il figlio all’università o di non poterlo mantenerlo più, che qualche altro sia disoccupato e che la nostra migliore gioventù lascia Salerno per andare a lavorare al nord o all’estero?

Noi non lo sappiamo. Non abbiamo accesso alle tetre stanze del potere e dei comitati di affari di Salerno. E siamo troppo impegnati a vivere per essere interessati ad entrarvi.

Ma sappiamo, però, che nei giorni in cui è morto Collina sono stati arrestati a Napoli otto poliziotti che rubavano agli spacciatori e che un altro poliziotto, già condannato per le tortura alla Diaz a Genova 2001, è stato rinviato a giudizio per stupro.

Noi sappiamo solo quello che è di dominio pubblico, ma questo basta e avanza per chiedere verità e giustizia per il nostro sconosciuto amico.

Per questo ad un mese e alla stessa ora dalla sua morte, saremo Giovedì 21 ottobre, a deporre un fiore e una luce in quel disgraziato luogo dove è finita una vita.

Roberto Collina, geometra per studio, disoccupato per forza, artista per vocazione, non meritavi di morire così.

Ancora con amore e rabbia Immanent in Salerno 20.10. 2010.

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