Riace… piace. E Mimmo pure

Alcune riflessioni sulla storia di Riace e del sindaco ribelle Mimmo Lucano.

La Riace di Mimmo Lucano piace ai nativi e ai migranti. E’ questo il crimine di cui si è macchiato il sindaco del paese?

Se si assassinano dei migranti dilapidando risorse comuni si deve capire che cosa è successo. Se si salvano dei migranti accrescendo le risorse comuni è sicuramente un crimine?

Accogliere migranti senza condizioni è un reato senza attenuanti? Se si rubano 49 milioni di euro si deve attenuare pure il risarcimento? allungando fino a 80 anni?

Accogliere dei migranti per far rinascere un paese è un reato grave che prevede l’arresto e la deportazione di massa senza riserve? Se si sequestrano uomini, donne e bambini per ricattare delle nazioni è un reato con riserve senza conseguenze?

Un ministro sotto indagine non prevede nessun intervento cautelativo da un governo? Invece un sindaco si? fino ad arrivare alla deportazione in massa?

La società responsabile di una strage come quella del ponte Morandi non va sciolta e punita da interventi governativi. Mentre la società di Riace senza assassinare nessuno si? Perché la società dei Benetton è una società di capitali e quella di Riace è una società umana?

Le intercettazioni dei potenti si devono contestualizzare quelle del sindaco di Riace no?

I padroni ed i potenti interpretano le leggi ed il sindaco di Riace le forzerebbe?

Se Riace piace a migranti e nativi, a turisti e vagabondi, a operai e intellettuali, a commercianti e professionisti, a studenti e contadini, a femmine e maschi, a diversi e diverse, a giovani e vecchi, a poveri di qualsiasi colore e genere, persino ai bambini delle elementari che hanno finalmente una scuola, dov’è il reato?

Se la prassi di Riace risulta esemplare ed eccellente agli americani, ai curdi e al mondo intero dove si viola la legge?

Se la prassi di Riace non danneggia niente e nessuno, dove sta il crimine?

Forse la legittimità, la verità e la giustizia sono una cosa e la legge un’altra? Forse legittimità, verità e giustizia a Riace sono realtà immanenti nei viventi e nel mondo con cui si rapportano e la legge è diventata un dispositivo di potere?

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