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La gioia avvenire forse nel tempo del sangue

Il titolo è nostro. E’ un deturnamento dei titoli delle due poesie che seguono. Sono di Franco Fortini, pseudonimo di Franco Lattes, poeta, critico letterario, saggista e intellettuale italiano.
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mmmmmmm
cccccccccc   La gioia avvenire
vvvvvvvvvv
cccccccccc
Potrebbe essere un fiume grandissimo

Una cavalcata di scalpiti un tumulto un furore
una rabbia strappata uno stelo sbranato
Un urlo altissimo

Ma anche una minuscola erba per i ritorni
Il crollo d’una pigna bruciata nella fiamma
Una mano che sfiora al passaggio
O l’indecisione fissando senza vedere

Qualcosa comunque che non possiamo perdere
Anche se ogni altra cosa è perduta
E che perpetuamente celebreremo
Perché ogni cosa nasce da quella soltanto

Ma prima di giungervi
Prima la miseria profonda come la lebbra
E le maledizioni imbrogliate e la vera morte
Tu che credi dimenticare vanitoso
O mascherato di rivoluzione
La scuola della gioia è piena di pianto e sangue
Ma anche di eternità
E dalle bocche sparite dei santi
Come le siepi del marzo brillano le verità.

1945

Forse il tempo del sangue

 

Forse il tempo del sangue ritornerà.
Uomini ci sono che debbono essere uccisi.

Padri che debbono essere derisi.

Luoghi da profanare bestemmie da proferire
incendi da fissare delitti da benedire.

Ma piú c’è da tornare ad un’altra pazienza
alla feroce scienza degli oggetti alla coerenza
nei dilemmi che abbiamo creduto oltrepassare.

Al partito che bisogna prendere e fare.

Cercare i nostri eguali osare riconoscerli
lasciare che ci giudichino guidarli esser guidati
con loro volere il bene fare con loro il male
e il bene la realtà servire negare mutare.

1958

Quest’ultima poesia è stata ripresa da un post su fb di Alessandro Scalondro.

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