Illusioni ottiche

dott. nessuno

Nella prima foto ci sono due signori dalla pelle nere. E’ cosa evidente ed incontrovertibile ma se guardiamo meglio si vede che sono seduti su una panchina in una bella e famosa città italiana, meta di turismo elitario. Qualcuno più esperto di me, con l’occhio allenato da frequenze numerose in questi luoghi, lo intravede subito. Se, poi, prestiamo attenzione alla postura dei due, si percepisce immediatamente l’atmosfera di tranquillità, rilassamento e leggerezza in cui i due sono immersi. Se, ancora, ci soffermiamo sull’abbigliamento, il casual di cui si sono adornati, notiamo che è di tendenza e costoso. Hanno dovuto spendere molto più di mille euro per bardarsi cosi (compreso le scarpe che qui sono state tagliate dalla foto per motivi di impaginazione). Fatevelo confermare da qualche commesso di un negozio di lusso.

Da queste semplici osservazioni si può dichiarare che la prima impressione che abbiamo avuto, quella che siano due neri, è  falsa, superficiale. Ed infatti si tratta di una illusione ottica.

In quella foto dovremmo vedere due signori notevolmente ricchi in vacanza. Perchè il colore della pelle non ha avuto nessuna funzione od importanza nel farli arrivare in quella città, su quella panchina, con quei vestiti e con quell’aria rilassata e soddisfatta. Per questo è stato invece fondamentale, indispensabile, necessario, sopra a tutto e sopra di tutto il loro essere ricchi. E’ la loro appartenenza ad una determinata classe di ricchezza che ha potuto condurli li, con quei ruoli ed in quelle condizioni.

Mentre nella seconda foto per le stesse ragioni, stavolta rovesciate, non dovremmo vedere un bianco che dorme su una panchina, ma un povero senza rifugio, senza una casa, sfinito, su una panchina. E’ questo che dovremmo vedere, notare, sentire. E’ questa l’essenza e la verità di queste foto. Una ha la sua essenza e verità nella ricchezza di due uomini, l’altra nella povertà di un uomo.

Occorre quindi convenire che le prime impressioni che abbiamo avuto sono false, sono delle illusioni ottiche, che credere a quello che la realtà ci restituisce immediatamente in immagine è una illusione.

L’immagine della realtà non è la realtà stessa. Se è vero che la realtà produce anche un immagine di se stessa, è pur vero che l’immagine cattura solo la superficie della realtà. L’immagine ha una (non)densità virtuale che non è fisica, nè materiale o spirituale. L’immagine non evidenzia immediatamente la realtà ma la rappresenta semplicemente. La evoca. L’immagine non è il reale. E’ una sua rappresentazione. L’immagine può perfino essere un’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica (W. Benjamin), ma, non potrà mai essere realtà fuori da sè stessa.

Per esempio, se in questo momento, ci guardiamo intorno, vediamo la terra come se fosse piatta. Ma nonostante questa percezione immediata, pensiamo veramente che la terra sia piatta?

Sono i dispositivi di potere che vogliono farci credere che l’immagine della realtà sia la realtà tout court e non una sua rappresentazione. E’ questo equivoco percettivo una delle cause sociali della produzione di schizofrenia della nostra contemporaneità.

Nel nostro caso lo fanno per dividerci secondo i colori che la nostra pelle ha dovuto assumere, in milioni di anni, per adattarsi e farci sopravvivere alle diverse condizioni climatiche della terra, in modo che il povero bianco diventi il nemico del povero nero e viceversa. Ed il ricco e potente, nero o bianco che sia, può continuare a sfruttare impunemente sia i neri che i bianchi. Ed anche i rossi e i gialli.

Questo è la verità reale dell’immagine nella gestione politica del capitale. E chi non lo capisce è un idiota o un malato. E chi lo sa e non lo dice è un padrone o un servo.

E’ un idiota se è intontito dai dispositivi di potere e non riesce a capire l’origine del suo disagio e dei suoi mali e, di conseguenza, non riesce a canalizzare in modo sano la sua rabbia e la sua ribellione.

E’ un malato se la condizione di prima è stata introiettata talmente che si è ‘fissata’, da intermittente è diventata costante, perenne. Fino a penetrarlo nel profondo, fino a sedimentarsi in patologia. (Froid, Reich, Lacan ecc.)

E’ un  padrone se ha interessi materiali a nascondere la realtà per ingannarci e continuare a sfruttare il mondo e i viventi.

E’ un servo se aiuta il padrone in questo gioco per raccogliere le briciole del profitto che questo inganno produce.

Se vogliono finirla con questa menzogna fautrice di sanguinarie guerre fra poveri e delle più tremende, ingannevoli e repressive istituzioni in cui la storia abbia mai potuto incarnarsi bisognerà cominciare a prendercela con i ricchi ed i potenti di qualsiasi colore essi siano.

Occorre sentire canalizzare, sviluppare ed organizzare un sano odio contro chi mortifica la vita e destituirne i poteri evitare che ci facciano del male.

P.s. Ho saputo, poi, che i due signori della prima foto non sono solo ricchi ma anche famosi ma questa mia ignoranza non ha inficiato in nessun modo il senso dello scritto.

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