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Hanno fatto una cartolina per turisti e lo hanno chiamato Parco

Pubblichiamo un articolo della Wilderness Italia. Il titolo è nostro.

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Circondati dall’orso marsicano! Non è una battuta, ma in questi giorni di gran caldo gli orsi del Parco d’Abruzzo hanno praticamente occupato quasi tutti i paesi della fascia esterna del Parco, almeno dal sulmonese, alla Marsica, alla Valle Roveto.

Non c’è quasi Paese che non abbia il proprio orso “problematico”: tutte le notti ad assaltare gallinai, stazzi di capre e pecore o ad elemosinare in scorribande per le strade dei paesi o nei campi scout!

Prefetture, Guardie del Parco e carabinieri forestali allertati e quasi ogni notte impegnati a fare da “respingitori”- è proprio il caso di usare questa definizione, a volte lo fanno anche con frasche, neanche fossero pecore – di orsi. 

Hanno segnalato orsi in libertà in valle Peligna (Pettorao sul Gizio ed Anversa degli Abruzzi), nella Marsica (Bisegna, Gioia e Lecce nei Marsi, Ortucchio, Luco dei Marsi, Trasacco, Collelongo) e in Valle Roveto (Balsorano).

Ovviamente come al solito, nessuna delle autorità del Parco si chieda il perché o se se lo chiedono, si guardano bene dal dare l’ovvia risposta: gli orsi hanno fame e nel Parco non trovano più né campi coltivati, né stazzi di pecore come un tempo. I floridi tempi quando vi circolavano almeno un centinaio di orsi, con una densità unica al mondo proprio grazie a quella situazione (per anni creduta esagerata e che invece aveva una spiegazioni ben logica, controprovata oggi dallo sbandamento fuori parco di tutta la popolazione).

Non sarà facile, per non dire quasi impossibile, rimediare a questo disastro, visto che ci sono voluti anni perchè si creasse. E ci vorranno anni per porvi rimedio, perché gli orsi seguono regole comportamentali “educative” di lungo tempo.

Intanto il Parco è pieno di turisti ed escursionisti, ovviamente favoriti con ogni mezzo e con notevoli investimenti in “attrattori” per richiamarli.

Fuori l’orso, dentro i turisti! Anche in Abruzzo.

Questa è la politica dei Parchi Nazionali. Ormai sempre più in mano a ricercatori, a chi si crede o fa credere di essere competente per assicurarsi un posto di potere e alla gestione burocratica!