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Francia: possibilità di insurrezione. Dicono manager e governo

Quello che segue è la traduzione di un articolo di Nantes Rèvoltèe pubblicato il 10 Luglio di quest’anno dal titolo L’inègalitè est trop forte, on risque l’insurrection.

Alain Minc ha dedicato la sua vita al servizio dei ricchi e dei potenti: è un consigliere del Principe. E’ uomo vicino ai comitati d’affari ed è uno dei più importanti consulenti dei grandi padroni. È anche amico del potere, in particolare ha sostenuto Lionel Jospin, Nicolas Sarkozy, Alain Juppé fino a Emmanuel Macron.

Ieri, 9 Luglio, Alain Minc dichiara al giornale Liberation: “non si può continuare così, la disuguaglianza è troppo forte. Rischiamo l’insurrezione”.

Questa dichiarazione nella sua semplicità rivela il nervosismo che circola negli ambienti vicini al potere. Chiaramente quello che preoccupa i ricchi non è la disuguaglianza in sè ma per il rischio di insurrezione che può provocare un’ ingiustizia sociale troppo palese, troppo violenta, troppo netta.

Alain Minc ha ragione di preoccuparsi. La nostra epoca è quella di una totale rifiuto della classe politica, della liquefazione dei partiti e del gioco elettorale. Anche la governance propagandistica di Macron diventa inefficace, ad un anno dal mandato. La situazione crolla ovunque. Poichè in pochi mesi il governo ha colpito su tutti i fronti, attaccando quasi tutte le professioni, tutte le categorie. Studenti, disoccupati, liceali, ferrovieri, insegnanti, personale ospedaliero, operai, pensionati… e promette di continuare con rinnovata violenza.

Quindi Alain Minc si preoccupa. Anche l’amico dei grandi capi trova che Macron sta esagerando, che è troppo veloce, troppo violento. Ed intanto da parte sua il governo si organizza per le prossime rivolte. Nel suo modo: militarizzando la polizia e schiacciando metodicamente qualsiasi tentativo di resistenza. Poichè, compreso il pericolo, lo affronta in modo “preventivo”.

Macron e Alain Minc hanno ragione. Non ci sono che due alternative a quello che ci aspetta: Stato di polizia o l’insurrezione.