Carte false, il ponte di Genova, il Tap, l’Ilva e… Salvini docet

dott. nessuno

Il decreto fiscale modificato non è stato il primo scherzo in cui è caduto Di Maio. Vi ricordate le dichiarazioni pentastellate il giorno del massacro della caduta del ponte Morandi a Genova? “Revocheremo immediatamente le autorizzazioni alla società Autostrade per l’Italia”, gridarono ai quattro venti mediatici e di rete i grillini, raccogliendo grande commozione mainstreamiana e valanghe di like fessbookiane. E indovinate a chi è stata affidata la ricostruzione del ponte? Naturalmente ai Benetton. I padroni della società definita criminale da Di Maio & C.

I congrui finanziamenti dei Benetton alla Lega ed al PD sono stati più persuasivi delle indignazioni passeggere dei 5S.

Ma non basta.

Sono spariti anche il blocco del Tap e la chiusura dell’Ilva di Taranto. Dopo che Di Maio ha capitalizzato migliaia di voti con le sue sceneggiate elettorali. E si è eclissata anche la guida del governo usurpata da un cialtrone che ha pigliato metà dei loro voti. Chi può negare infatti che l’agenda politica oggi è dettata da Salvini? Le carte falsificate rispecchiano o no la linea politica della Lega? Il salva-Benetton non era stato sottoscritto pure da Salvini? La lega non ha ricevuto finanziamenti dai Benetton? Sul Tap e sull’Ilva non è passata la linea leghista?

C’è qualcosa che non va. Salvini docet, perchè Di Maio è vittima di un fantasma Rasputiniano italico? Oltre da quelli che lui chiama poteri forti?

 

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