Cesare Battisti. Questo film non è un documentario

di Alain Brossard da lundi.am #175 del 21 Gennaio 2019.

Pubblichiamo il video sullo spettacolo del rimpatrio carcerario di Cesare Battista deturnato con un testo di Alain Brossard.

Segue la traduzione del testo sovraimposto e recitato.

Se qualcuno fosse in grado – e volesse pigliarsi il piacere –  di affiancarla al testo francese nel video farebbe cosa utile e bella. Ho separato i periodi come nel video per facilitare il lavoro. A buon rendere.

dott. nessuno

* * *

Questo film non è un documentario.

Il tipo o la donna che ha montato queste immagini, in perfetto accordo con lo Stato Italiano ed il suo apparato di polizia,

è un lerciume.

Sono delle immagini fasciste, come quelle di Leni Riefenstahl al congresso nazista di Norimberga nel 1934.

Il tipo o la donna che ha montato queste immagini è un farabutto dello stesso calibro di chi ha inventato il montaggio alternato,

con delle immagini di linciaggio di un nero del Ku Klux Klan trionfante – D. W. Griffith nella Nascita d’una Nazione.

Il tipo o la donna che ha prodotto questo film e ha preso dei soldi rispondendo ad un’ordine di quel rabbioso di Salvini

è un porco o una troia – ma ho detto male: gli animali sono semplicemente incapaci di azioni di questo calibro.

Il tipo o la donna che ha prodotto la musica che accompagna queste immagini fasciste,

o che ha permesso di usarla per questo fine è definitivamente disonorato in quanto musicista.

Tutti quelli e quelle che, in una maniera o in un’altra, hanno contribuito alla produzione e alla circolazione di questa merda a colori

sono dei cani – ma ho ancora detto male: nemmeno un rottweiler è addestrato per uccidere su questo cumulo di immondizie.

Così pure sono tutti quelli e tutte quelle che fanno girare questo film sulle reti sociali, senza entrare in un processo di distruzione attiva di chi,

pensando di realizzare un’operazione virtuosa, d’<<informazione>>,  mostrano un’infamia,

non fanno che aggiungere la loro enorme vergogna o il loro piccolo risentimento a un’operazione di polizia internazionale condotta, qui, mediaticamente.

Ripetiamo:

questo film non è un documentario,

non ha nessun valore documentario, sono delle immagini di propaganda fascista.

E da quando fanno circolare senza commento

delle immagini di propaganda fascista spacciandole per informazione?

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