Sala Consilina: onore a Gaetano Bresci

Per due giorni è resistita la nuova intitolazione della Piazza Umberto I a Sala Consilina, in provincia di Salerno. Ignoti con un accurato lavoro di restyling hanno prima coperto il nome del tiranno imbiancando la targa della piazza e poi hanno “stencillato”, fra due A cerchiate, il nome di Gaetano Bresci, l’anarchico che uccise a Monza il re, il 29 luglio del 1900.

E così alcuni salesi, intitolando una piazza centrale della loro città a chi uccise un re, hanno reso omaggio alle vittime di una tirannia spietata, sopratutto per le nostre terre.

Infatti Bresci al momento dell’arresto, subito dopo il tirannicidio, grida alla folla per rivendicare il suo gesto di giustizia proletaria: “Non ho ucciso Umberto. Ho ucciso un re.” Precisando poi « Ho attentato al Capo dello Stato perché è responsabile di tutte le vittime pallide e sanguinanti del sistema che lui rappresenta e fa difendere. Concepii tale disegnamento dopo le sanguinose repressioni avvenute in Sicilia in seguito agli stati d’assedio emanati per decreto reale. E dopo avvenute le altre repressioni del ‘98 ancora più numerose e più barbare, sempre in seguito agli stati d’assedio emanati con decreto reale ».

L’anarchico si riferisce alla repressione dei Fasci siciliani, con un centinaio di morti fra il 1893 ed il 1984, anno in cui vennero definitivamente annientati e dispersi ed al massacro dell’insurrezione del pane del 1898 a Milano che esplose dopo che un trust padronale impose un aumento di prezzi dei generi di prima necessità. I milanesi assaltarono i forni e i mulini saccheggiandoli. La rivolta durò per giorni finchè Bava Beccaris non fece bombardare a mitraglia gli insorti, assassinando un centinaio di proletari e ferendone a centinaia. Per questo Bava Beccaris ricevette un encomiato da Umberto I e la Croce di grand’ufficiale militare di Savoia.

Il deturnamento della piazza è avvenuto il 30 agosto del 2012.

"Noi stiamo buoni e quelli ci ammazzano. 
Se non ricevono una sana lezione fanno quello 
che vogliono. Non avete notato che da quando 
Bresci ha sparato al re, di stragi non ce ne sono
più state? 
Quando hanno paura loro, abbiamo meno paura noi".
Dal romanzo storico di Valerio Evangelisti, 
Il sole dell’avvenire.

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