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1977. Lettera di Andrea Pazienza: oltraggio pcista a Pentothal

Una lettera del ’77 di Andrea Pazienza a Fulvia Serra, capa redattora di Linus e Alter, albi che avevano ospitato le sue Straordinarie avventure di Pentothal. Si tratta di una sfuriata dell’artista 21enne contro i berlingueristi o altrimenti detti pcisti (i padri degli attuali PD). Andrea è talmente incazzato con gli sgherri del ’77 che finisce la lettera firmandosi Andrea che ha perso la pazienza. La lettera è estratta da un articolo di Peppe Allegri intitolato Fight for Your Right. Settantasette senza ripetizioni, pubblicato su operaviva.info.

Cara Fulvia,

come sai qui a Bologna l’aria è sempre più stretta. Il clima sempre più inquietante: siamo sul filo sottile del delirio. Sembra che tutti noi che viviamo in questa città assediata, da assediati, non paghiamo abbastanza, mai. E così La città futura, il settimanale dei giovani berlingueristi, esce nel numero 9 con un servizio su Bologna … 

I berlingueristi con uso abile del contesto del neretto delle titolazioni (allievi prediletti di Eco) confermano Alice è il diavolo, Bifo un seduttore, un agitatore, un provocatore (ma ragazzi, di questi tempi basta dire Bifo e hai detto tutto), i compagni del movimento cannibali, gli studenti stranieri la peste, la malapianta da estirpare, gli autonomi potete immaginarlo. Il complotto internazionale contro Bologna deve essere annientato, non bastano compagni e amici in carcere da quattro mesi in venti per cella …

Non è niente di eccezionale, lo sappiamo, i mostri si riproducono all’infinito. Mi sono incazzato (mi vergogno di essermi stupito) perché tutti quei discorsi stampati su piombo erano impaginati in maniera egregia e, per come si dice alleggerirli, Adornato e gli altri hanno pensato bene di schiaffare in alto a destra il mio amico Pentothal di aprile.

Non voglio commentare ancora, io credo che tu non li abbia autorizzati, ne sono sicuro, e allora pretendo che si scusino, loro che sono educati, che precisino, loro che sono precisi, e che paghino, loro che non hanno mai pagato.

Io sto da un’altra parte. Che trovino tra le loro fila gli illustratori, gli scrittori, i musicisti, i poeti, i cantori del compromesso storico, dei carri armati, del lavoro, della Siberia.

Ti saluto con molto affetto, Andrea (che ha perso la pazienza)